Si rimane stupefatti nell’apprendere che la ditta che gestisce il servizio mensa per i bambini che nelle scuole elementari di Rende effettuano il tempo pieno, la Siarc, abbia deciso di sospendere l’erogazione dei pasti per quei piccoli (una ventina) le cui famiglie risultano debitrici verso la ditta.

Ancora più senza parole nell’ascoltare le dichiarazioni dell’Assessore alle Politiche Sociali (!) e Pubblica Istruzione (!) del Comune di Rende che afferma “non è un diritto il pasto per chi rimane a tempo pieno a scuola”.

Ed ancora più sconcertati nel leggere che tra queste famiglie ce ne sono anche a “reddito zero” e risultano impropriamente debitorie, in quanto non hanno l’obbligo di pagare.

Questa vicenda è emblematica di come si producano storture e negazione dei diritti basilari quando l’unica bussola dell’agire è la ricerca del profitto e quando la disattenzione e l’indifferenza della parte pubblica raggiungono livelli inaccettabili.

Questa situazione risulta ancor più intollerabile, se possibile, in quanto attiene ai sacrosanti diritti di piccoli studenti, bambini e bambine appartenenti anche a famiglie con grandi necessità, che vengono umiliati ed il cui sacrosanto diritto alla frequenza di un luogo di istruzione pubblico è messo a rischio.

Che nel 2018 in Italia una ditta minacci di non erogare un pasto a dei bambini e che un’Amministrazione Comunale, per bocca dell’Assessore competente, sostenga che “la ditta è nella ragione, sono i genitori che hanno torto”, appare assolutamente vergognoso. Segno dei tempi, di un Paese che non riesce a guardare le condizioni ed i disagi di troppe persone, di una società che si volta dall’altra parte, di Amministrazioni locali che, seppur con bilanci sempre più scarsi, non danno le giuste priorità al proprio impegno.

Come FLC-CGIL chiediamo che sulla questione intervenga immediatamente il Sindaco di quella città, intimando a chi può di pagare i costi del servizio (anche anticipandoli come Amministrazione Comunale e poi rifacendosi sulle famiglie) ed impegnando immediatamente le poche risorse necessarie al pagamento del servizio per quelle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economiche e sociali.

La scuola deve essere sempre il luogo dell’inclusione, dell’esercizio dei diritti dei minori, dell’eguaglianza delle opportunità. Non vogliamo più sentir dire da chicchessia “o paghi o il bimbo non mangia”!

 

Pino Assalone – segretario provinciale FLC-CGIL

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